Roma, ancora una sconfitta in uno scontro diretto: prestazione deludente, l'Atalanta ha meritato. Ora serve un bel filotto e... un po' di pazienza

La Roma ha perso un altro scontro diretto. Dopo quelli con Juve, Napoli, Milan ...


La Roma ha perso un altro scontro diretto. Dopo quelli con Juve, Napoli, Milan e Inter, stavolta contro l'Atalanta. La squadra nerazzurra l'ha spuntata per 1-0 a Bergamo, al termine di una partita carica di tensione e decisa da un gol di Scalvini al 12'. I ragazzi di Palladino avevano realizzato la rete del 2-0 con Scamacca, ma è stata giustamente annullata per fuorigioco. Per la verità nutro forti dubbi anche sulla regolarità del gol decisivo, convalidato dal Var dopo una lunghissima attesa durante la quale un po' tutti avevamo la sensazione che fosse chiamata punizione in favore della Roma. Tra il tocco di braccio e la mano in faccia a Svilar, è difficile capire come la direzione di gara abbia potuto prendere una decisione diversa.

In ogni caso, siamo qui a parlare di un'altra sconfitta della Roma al cospetto delle big del campionato italiano. Appellarsi all'arbitraggio vorrebbe dire nascondere la polvere sotto il tappeto. Non è ciò che voglio e devo dire che se c'è un aspetto che continua a preoccuparmi è la poca fluidità della manovra offensiva. Nel primo tempo, la Roma è stata letteralmente messa sotto dall'Atalanta. Ha giocato un po' meglio nella ripresa, guidata anche dalla voglia di recuperare, ma fatto sta che - nonostante la supremazia nel possesso palla - non è riuscita a portarsi a casa nemmeno un punto. Vero che si è giocato contro una squadra costruita negli anni e che sta tornando a brillare dopo una partenza turbolenta. Ma è altrettanto vero che quella squadra l'ha costruita proprio Gasperini e mi aspettavo qualcosa in più dal mister in questa partita, sia dal punto di vista tattico che della propositività. Parliamoci chiaro: sarebbe potuta finire anche con un risultato più pesante.

Attenzione, le mie sono critiche costruttive. È onestà intellettuale. E proprio per onestà intellettuale ribadisco la mia fiducia nel progetto del club. Non mi stancherò mai di sottolineare che la Roma è un "work in progress" i cui risultati andranno valutati nel tempo. Ovviamente, meno tempo s'impiegherà a trovare la quadra meglio sarà per l'ambiente capitolino. Bisogna però essere consapevoli che serve pazienza per arrivare dove tutti sogniamo. Ranieri, Gasperini, Massara: i nomi sono una garanzia. Lecce, Sassuolo e Torino il prossimo trittico tra Serie A e Coppa Italia: serve un filotto, tre vittorie "senza se e senza ma". Sarebbero fondamentali per restare agganciati al treno Champions e per avvicinarsi a un trofeo comunque prestigioso. Come sempre, io sono guidato dalla fiducia e penso che il 2026 possa riservarci belle soddisfazioni.

Daje Roma!

Amantino Mancini