Finale amaro all’Olimpico: dal 3-1 al 3-3, la Roma si fa riacciuffare dalla Juve. Il rimpianto è grande, ma la fiducia resta alta.

È stato un finale amaro per la Roma quello del "big match" di campionato ...


È stato un finale amaro per la Roma quello del "big match" di campionato contro la Juventus guidata dall'ex Luciano Spalletti. Il silenzio si è abbattuto sull'Olimpico al terzo minuto di recupero, quando Gatti ha completato la rimonta bianconera fissando il punteggio sul 3-3. In precedenza, i giallorossi erano passati due volte in vantaggio: la prima, al 39esimo, con Wesley (ammonito salterà la prossima partita) a trafiggere Perin con un destro a giro dal vertice dell'area; poi, dopo il momentaneo 1-1 di Conceiçao (47'), ci avevano pensato Ndicka (seconda rete consecutiva per lui) al 54' e il 'solito' Malen al 65' ad immettere la Roma sulla strada dei tre punti. Tre punti che, purtroppo, resteranno soltanto un'illusione...

 

Il rimpianto c'è, ed è anche bello grande. Perché la Roma ha offerto una prestazione di alto spessore. L'avvio del match - come si prevedeva - è stato una sorta di partita a scacchi tra i due allenatori. La Juve ha dispensato una manovra più armoniosa e propositiva, ma ha faticato a finalizzare. I ragazzi di Gasp sono stati invece più guardinghi, inizialmente, salvo poi tirare fuori le unghie nei momenti decisivi. Dopo il primo pareggio bianconero, l'accelerata giallorossa si è rivelata bruciante: uno strappo che sembrava irricucibile fino ad un quarto d'ora dalla fine, poi tutti sappiamo come è andata... Un po' di rammarico resta anche pensando ai cambi, forse leggermente troppo conservativi (Ghilardi e El Aynaoui per Cristante e Rensch) in una fase in cui si sarebbe potuto tentare di sferrare il colpo del k.o. In ogni caso, vanno fatti i complimenti sia alla Juve, per averci creduto, sia alla squadra giallorossa, per come ha interpretato il confronto nel suo complesso.

Amantino Mancini