Il cammino del Brasile ai Mondiali comincia con un pareggio: il mio bilancio e la situazione nel girone

È finita 1-1 tra Brasile e Marocco al Meadowlands Stadium di New York. Un ...


È finita 1-1 tra Brasile e Marocco al Meadowlands Stadium di New York. Un esordio Mondiale agrodolce per la Seleçao guidata da Carlo Ancelotti, che alla rete di Saibari (21') ha risposto con un bellissimo gol di Vinicius Junior (32'). Pareggio giusto per quanto si è visto in campo. La sensazione è che entrambe le squadre abbiano dato tutto nel primo tempo per poi abbassare i ritmi nella ripresa, gestendo quelle energie fisiche e mentali che saranno preziosissime nell'arco del torneo.

Nella prima frazione, infatti, abbiamo assistito ad una partita apertissima. A cui il Marocco ha approcciato schierando un blocco compatto, sfoggiando pressione coordinata e un'ottima occupazione degli spazi centrali. Tattica ma anche propositività: la compagine africana non ha trascurato la fase d'attacco, creando svariate incertezze nella struttura difensiva brasiliana, come in occasione del gol del vantaggio. La Seleçao, dal canto suo, dopo una ventina di minuti impiegati a prendere le misure, ha poi alzato il ritmo e fatto valere la sua superiorità sotto l'aspetto qualitativo. Ne è uscito un confronto bello. A mio parere, uno dei migliori visti in questo avvio della fase a gironi. Certo che il Brasile dovrà alzare ulteriormente l'asticella nelle prossime gare, ma come esordio può andar bene così, se si tiene conto del valore degli avversari. Lo ricordiamo, il Marocco fu semifinalista nel 2022, è campione d'Africa in carica ed è la settima forza del ranking Fifa.

Tornando all'analisi del match, dicevamo di un secondo tempo dalla minore intensità. E in effetti, di azioni pericolose ne ricordo ben poche da ambo le parti. Nel corso della ripresa, Ancelotti ha corretto alcuni squilibri difensivi con i cambi e, contemporaneamente, ha alzato il baricentro della squadra costringendo il Marocco ad abbassarsi. A quel punto Ouahbi - il Ct degli africani - ha ordinato ai suoi calciatori di continuare a difendere con ordine e a cercare di far male in ripartenza. Un copione che si è protratto fino al triplice fischio finale, senza che nessuna delle due contendenti trovasse la via del gol.

Come giudico il "bicchiere" del Brasile? Per me, è mezzo pieno. Avrei ovviamente preferito partire con una vittoria, ma - come già detto - l'avversaria si è confermata di notevole spessore, rafforzando il concetto che la semifinale della scorsa edizione non sia stata un episodio isolato.

Resta però il fatto che la Scozia ha battuto Haiti per 1-0. I britannici adesso guidano il girone e possono rappresentare la mina vagante del raggruppamento. Nella prossima giornata, il Brasile dovrà battere Haiti, meglio se nettamente, per poi proiettarsi verso l'ultima gara con maggiori chance di qualificazione: ai verdeoro, potrebbero bastare anche un successo e un altro pareggio per superare il turno, qualora dovessero registrarsi incastri favorevoli (magari un altro pari del Marocco contro gli scozzesi). Ma se il Brasile è ancora il Brasile, la nazionale più titolata della storia, questi non sono calcoli da fare. L'obiettivo è vincere e divertirsi, sempre, con lo sguardo rivolto in modo deciso a quella Coppa che manca da troppo tempo.

Força Brasil!

Amantino Mancini