Missione compiuta all'Hard Rock Stadium di Miami. Il Brasile è ai sedicesimi dei Mondiali ...
Missione compiuta all'Hard Rock Stadium di Miami. Il Brasile è ai sedicesimi dei Mondiali 2026. Decisivo il 3-0 rifilato alla Scozia grazie alla doppietta di Vinicius nel primo tempo (7' e 45+3) e al gol di Cunha nella ripresa (60'). Dopo il pareggio all'esordio con il Marocco e l'altro 3-0 contro Haiti, alla Seleçao bastava un pareggio per assicurarsi la qualificazione, ma vincendo l'ha centrata da prima del Gruppo C, evitando di finire dietro la compagine africana (che ha battuto Haiti per 4-2).
La prossima avversaria della squadra di Ancelotti sarà una nazionale tra Giappone ed Olanda: comunque sia, ci aspetta un incontro molto impegnativo nei prossimi giorni. Abbastanza curioso, a mio modo di vedere, che in un torneo così allargato sotto l'aspetto delle partecipazioni, Brasile o Olanda possano incrociarsi così presto. Ma questo è un altro discorso.
Oggi il mio focus è rivolto alla prestazione offerta dalla Seleçao. Una prestazione dominante sia dal punto di vista tattico che qualitativo: oltre alla solidità difensiva, la grande propositività e le verticalizzazioni frequenti hanno consentito di chiudere la pratica in relativa scioltezza. Per chi si attendeva risposte dopo un esordio molto criticato (non da me), le ultime due gare hanno rappresentato un segnale piuttosto eloquente. La buona notizia, secondo me, è che questa squadra ha ancora enormi margini di crescita.
Intanto. godiamoci le certezze. La prima in assoluto è che Vinicius sta giocando a livelli altissimi, da vero trascinatore, candidandosi alla corsa al titolo di capocannoniere (adesso è a quota 4, ad una sola rete dalle 5 di Messi). Peccato per il gol annullato dal VAR, altrimenti per lui sarebbe stata una fantastica tripletta. A proposito di gol, anche Cunha si sta ritagliando un ruolo da protagonista assoluto, così come Bruno Guimaraes autore di due assist contro la Scozia. Ma è proprio in linea generale che questo Brasile mi piace: portare a uno step superiore l'organizzazione difensiva (col passare delle partite i meccanismi diventano sempre più soldi) in un organico dalla spiccata propensione all'attacco, si sta rivelando la ricetta perfetta del mister.
Infine, note liete anche sul fronte Neymar, che al 75' ha fatto il suo ingresso in campo debuttando al Mondiale - probabilmente l'ultimo della sua carriera - che ha inseguito dando tutto se stesso nei mesi scorsi. Può essere l'arma in più di Ancelotti? Beh, se l'infortunio di Raphinha è stato una doccia gelata, quella di O'Ney potrebbe rivelarsi una favola da raccontare nei secoli e nei secoli. Io ci ho sempre creduto e, soprattutto, il clima che si sta creando mi trasmette grande fiducia. Forse il Brasile non è la nazionale più forte attualmente, ma è la nazionale più vincente della storia ed è guidata da uno dei tecnici più titolati in assoluto.
Força Brasil!