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Si è concluso in modo amaro il cammino del Brasile ai Mondiali 2026. Ai quarti ci è andata la Norvegia trascinata da uno straordinario Erling Haaland, autore di una doppietta travolgente (realizzata tra il 79' e il 90') che ha rimandato - ancora una volta - i sogni di gloria dei tifosi della Seleçao. Inutile il rigore segnato da Neymar allo scadere, si torna mestamente a casa con un bel bagaglio di rimpianti.
Già! C'è tanta delusione, è impossibile nasconderlo. Avevo grandi aspettative per il Brasile quest'anno, ma il calcio - si sa - è anche questo.
Vanno fatti grandi complimenti alla Norvegia, ovviamente. La nazionale scandinava ha fatto la partita che doveva fare dall'inizio alla fine. Si è schierata col blocco basso chiudendo gli spazi centrali e costringendo il Brasile a sviluppare il gioco soprattutto sulle corsie laterali. Il Brasile, dal canto suo, ha da subito preso in mano il pallino delle operazioni. Ha condotto tanto possesso palla, ma l'assenza di un rifinitore naturale ha reso troppo prevedibile la manovra. Eppure di occasioni ne ha avute tante, la Seleçao, compreso il rigore parato Nyland a Bruno Guimarães al 14esimo minuto. C'è rammarico, perché un paio di situazioni potevano essere sicuramente gestite meglio.
Capitolo allenatore. Nelle ultime ore, si sta parlando tanto di Ancelotti. Per quanto mi riguarda, sto sentendo critiche eccessive, a tratti ingenerose e fuori luogo. Questo non è il momento della caccia al colpevole. Serve onestà intellettuale per affrontare al meglio un discorso lungo (strutturale, direi), il cui punto di partenza è il seguente: Carletto ha accettato la sfida Brasile consapevole di trovare un gruppo forte, ma sul quale c'era da fare un lavoro enorme sia sotto l'aspetto tattico che mentale. Ecco, io in questi di mesi di progressi ne ho visti parecchi, apprezzando idee e gestione dell'organico. Non si può ridurre tutto e sempre soltanto al risultato, a maggior ragione se la vittoria manca dal lontano 2002. Non so se il Brasile ripartirà da Ancelotti, ma sono certo che sarebbe la scelta migliore.
Voglio chiudere questo mio commento ricordando che il calcio è un gioco bellissimo, emozionante, il più bello che sia mai stato inventato. In Brasile, per tanti, il calcio è vita. Ma la vita va avanti nonostante le delusioni, pronta a regalarti nuove pagine tutte da scrivere: guardiamo al futuro con fiducia e serenità. Le gioie prima o poi torneranno a frequentare la storia di questa gloriosa nazionale!
Força Brasil!
Amantino Mancini