Nakon naslova iz 2000/01., Roma se više puta opako približila četvrtom naslovu prvaka Italije. ...
Nakon naslova iz 2000/01., Roma se više puta opako približila četvrtom naslovu prvaka Italije. Za vratom su stalno puhali Interu Roberta Mancinija, a netko tko je često zadavao glavobolje Milanezima bio je Brazilac – Amantino Mancini. Bivši ofenzivac Selecaa u Romu je došao iz Venezije, a u ‘Vječnom gradu’ zadobio je poklonike zbog svojih dribling-vještina i velike borbenosti. U rubrici gol-karijere stoji mu čudo protiv Lyona, kada je ‘stepoverima’ zavrtio francuskog stopera Anthonyja Revellierea prije transferiranja lopte u gornji kut. Radilo se o utakmici Lige prvaka, što je golu još više dalo na važnosti. No to je samo mišljenje autora ovog članka. Za samog Mancinija, gol-karijere mu je – peta protiv Lazija.
– Najljepši trenuci bili su oni koje sam doživio u utakmicama protiv Lazija. Gol petom koji sam im zabio bio je jedinstven, nezaboravan trenutak. Također, moram istaknuti osvajanje talijanskog Superkupa i Kupa Italije, a i gol koji sam zabio Lyonu u Ligi prvaka. To su bili prekrasni trenuci. To je za mene bilo posebno važno, kako za moju karijeru i život, tako i za mene kao nogometaša i kao osobu. Pomogli su mi da izrastem u čovjeka kakav sam danas, ali i u nogometaša kakav sam postao. Gol karijere? Svakako bih izdvojio gol petom Laziu. Bio je to najljepši i najposebniji gol, onaj koji mi je najviše ostao u sjećanju, a u ujedno je bio i najvažniji u mojoj karijeri, ističe nam Mancini.
Mancinija je nakon Rome trenirao – Mancini – i to u Interu, s kojim je imao uspješnu debitantsku sezonu 2008/09. Tada je upisao ukupno 27 nastupa, okrunivši sve Scudettom.
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Dopo il titolo conquistato nella stagione 2000/01, la Roma si è avvicinata più volte al quarto scudetto della sua storia. I giallorossi hanno spesso insidiato l'Inter di Roberto Mancini e uno dei giocatori che più di frequente ha dato filo da torcere ai milanesi è stato il brasiliano Amantino Mancini. L'ex attaccante della Seleção arrivò alla Roma dal Venezia e nella Città Eterna conquistò numerosi tifosi grazie alle sue qualità nel dribbling e alla grande combattività. Nella sua personale galleria dei gol più belli c'è anche la meraviglia contro il Lione, quando con una serie di «step over» fece girare a vuoto il difensore francese Anthony Reveillere prima di spedire il pallone nell'angolino alto. Il gol arrivò in una partita di Champions League, dando alla rete un'importanza ancora maggiore. Ma, secondo lo stesso Mancini, il gol più bello della sua carriera è quello di tacco contro la Lazio.
«I momenti più belli sono stati quelli vissuti con la Roma e nelle sfide contro la Lazio. Il gol di tacco che ho segnato contro di loro è stato un momento unico e indimenticabile. Devo ricordare anche la conquista della Supercoppa Italiana e della Coppa Italia, così come il gol che ho segnato contro il Lione in Champions League. Sono stati momenti meravigliosi. Per me tutto questo è stato molto importante, sia per la mia carriera e per la mia vita, sia per la mia crescita come calciatore e come persona. Mi hanno aiutato a diventare l'uomo e il calciatore che sono oggi. Il gol della mia carriera? Sicuramente quello di tacco contro la Lazio. È stato il gol più bello e più speciale, quello che è rimasto maggiormente nella mia memoria e che è stato anche il più importante della mia carriera», racconta Mancini.
Dopo la Roma, Mancini fu allenato proprio da Roberto Mancini all'Inter, dove visse una prima stagione positiva nel 2008/09. In quell'annata collezionò 27 presenze complessive, coronando la stagione con la conquista dello Scudetto.
«Ho anche dei bei ricordi dell'Inter. Il primo anno è stato molto importante e bello, ho vinto il campionato italiano, lo Scudetto. Ho giocato con giocatori importanti. Giocare in un club così importante del calcio italiano come l'Inter è stata un'esperienza davvero enorme, per il peso e l'importanza che una società del genere porta con sé. È un club che rispetto moltissimo. Per questo sono stato molto felice di aver fatto parte dell'Inter», ha raccontato il brasiliano, che ha indossato nove volte la maglia della Seleção, conquistando anche la Copa América nel 2004.
Come per ogni brasiliano, indossare la maglia della Seleção suscita emozioni particolari.
«È un sogno d'infanzia, il sogno di ogni calciatore, il sogno di un brasiliano: indossare quella maglia, quei colori verde e giallo. Perché la nazionale brasiliana rappresenta il calcio mondiale. E poi poter giocare insieme a grandi campioni come Ronaldinho, Ronaldo, Cafu e Rivaldo: è qualcosa di speciale e la realizzazione di un grande sogno», racconta Mancini, che conclude.
«Sono molto orgoglioso della mia carriera, di tutto quello che ho vissuto a Roma, di quello che ho vissuto all'Inter, di tutto quello che ho vissuto con la nazionale brasiliana e, in generale, di tutto quello che ho vissuto nel calcio mondiale. Per questo sono davvero, davvero orgoglioso. Non mi pento di nulla di quello che ho fatto nella mia carriera. Devo sempre ringraziare Dio per tutto quello che ho realizzato. Sono stato davvero molto fortunato e felice di aver avuto la possibilità di vivere tutto questo.»
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