Il sogno che pian piano stava per prendere forma, all'improvviso è diventato un incubo. ...
Il sogno che pian piano stava per prendere forma, all'improvviso è diventato un incubo. La Roma è uscita sconfitta da una serata europea che sembrava destinata a regalare una vittoria prestigiosa. All’Olimpico, la squadra di Gasperini ha dimostrato personalità, intensità e qualità offensiva, riuscendo a mettere in difficoltà il Real Madrid dell'osannato Josè Mourinho. La Roma si era portata sul 3-1 grazie alla rete di De Roon e alla doppietta di Malen, con Soulé protagonista nella costruzione delle due azioni. La risposta di Mbappé nel primo tempo non aveva impedito ai giallorossi di riprendere il controllo della gara dopo l'intervallo, sfruttando con efficacia gli spazi e le difficoltà difensive degli avversari. Purtroppo, però, un black out inaspettato - unito all'infinita qualità degli spagnoli - ha cancellato tutto in appena otto minuti. Tre gol subiti sugli sviluppi da calcio d'angolo hanno sancito l'affermazione delle Merengues per 4-3.
Un vero peccato. Perché, come dicevamo, la Roma ha giocato una signora partita per 80 minuti. La squadra giallorossa ha convinto per aggressività nel pressing, rapidità nelle transizioni e capacità di attaccare la profondità. Il sistema di Gasperini era riuscito a limitare la capacità di palleggio degli avversari e, contemporaneamente, a creare occasioni pericolose attraverso recuperi alti e combinazioni tra le linee. Tuttavia, nel momento clou è emerso quello che, al momento, rappresenta ancora il limite più evidente della Roma negli incontri contro le big: la gestione del vantaggio (ricordarsi il match contro l'Inter). Quando infatti il Real ha aumentato la pressione, trovando il gol del 2-3, ecco che la gara è cambiata, portando un certa tensione tra le file giallorosse. Un aspetto su cui il mister dovrà lavorare tanto se vuole tenere alta l'asticella delle ambizioni.
Detto questo, amici, facendo un bilancio complessivo, possiamo afferma che la sconfitta lascia inevitabilmente amarezza, ma non bisogna dimenticare i tanti aspetti positivi che abbiamo sopra elencato. L’identità di gioco, il coraggio e la qualità offensiva mostrati per gran parte dell’incontro sono segnali molto incoraggianti. A maggior ragione perché arrivati in una serata di gala europeo contro una delle squadre più forti al mondo, guidata da uno tecnici più bravi al mondo. La Roma continua ad avere tutte le carte in regola per superare il turno e sognare in grande.
A proposito di ciò, la prossima sfida contro il Genoa, in programma sabato sera all'Olimpico, rappresenterà un banco di prova importante per misurare la capacità della Roma di reagire alla delusione. Per Gasperini, la priorità sarà quindi lavorare sulla tenuta mentale e sull’organizzazione difensiva, senza rinunciare all’aggressività e alla verticalità che contraddistinguono la propria filosofia. Una vittoria convincente ci permetterebbe di affrontare lo Slovan in Champions con certezze ritrovate, e di proiettarci verso il big match contro il Napoli con maggiore tranquillità. Io ho fiducia - grandissima fiducia - che il mister saprà toccare le corde giuste nella testa dei calciatori.
Daje Roma!