È successo di nuovo. Un'altra serata da sogno, trasformatasi in un incubo nel giro ...
È successo di nuovo. Un'altra serata da sogno, trasformatasi in un incubo nel giro di pochi minuti. Dopo la rimonta subita all'Olimpico contro il Real, la Roma è caduta anche sul campo del Manchester United incassando due gol nelle fasi conclusive. È finita 3-2 all'Old Trafford, con Bruno Fernandes (58') e la doppietta di Cunha (83' e 86') a ribaltare nella ripresa il doppio vantaggio giallorosso maturato in avvio con le reti di Soulé (11') e Malen (17' su rigore). Una beffa Champions amarissima, che complica - ma non compromette - il cammino della Magica nella massima competizione europea. La Roma infatti, in attesa che si giochino le altre partite, si trova adesso al 19esimo posto (con 4 punti totali) e dovrà prepararsi a lottare per raggiungere l'obiettivo minimo dei play-off.
Che dire della partita? Il primo tempo ci ha raccontato di una Roma brillante, che è riuscita a far funzionare i suoi meccanismi alla perfezione complice un'avversaria in profonda crisi d'identità. Meritatissimo il risultato di 2-0 con cui si è andati all'intervallo. Poi però - come già successo diverse volte durante la stagione - non appena ha abbassato l'intensità, la Roma ha perso il suo predominio territoriale. Predominio che hanno conquistato i Red Devils aumentando il ritmo, giocando con maggiore aggressività e facendo sentire la propria presenza nell'area di rigore. Ne è scaturita una seconda frazione quasi totalmente a marca inglese, in cui la squadra giallorossa ha perso davvero tanto con la sostituzione di Rodrigo Mora (al suo posto Pisilli). Il centrocampo si è progressivamente staccato dalla linea offensiva, lasciando Malen isolato. E poco più tardi, con l'uscita dal campo di Mancini ed Hermoso (al loro posto Ghilardi e Ndicka), la squadra ha perso progressivamente riferimenti e certezze nella propria struttura difensiva. I due gol subiti sono infatti lo specchio di una squadra in grande sofferenza nella sua retroguardia, perforata dal Manchester in primis grazie alla pressione offensiva e in secondo luogo grazie alle qualità individuali.
Ma al di là degli uomini e delle questioni tattiche, Gasperini dovrà lavorare sull'aspetto mentale con i suoi calciatori. Dopo la rimonta subita con l'Inter, la Roma sembrava aver corretto i propri difetti mostrando buona continuità all'interno delle singole partite. Le gare con Real e Manchester, ma anche l'ultima di campionato contro l'Udinese, ci hanno dimostrato che così non è. Può capitare. Capita. E non è un dramma.
Già. Perché fortunatamente la stagione è lunga e c'è ancora tanto tempo per crescere. Ora l'auspicio è che sabato sera la Roma possa riscattarsi all'Olimpico contro il Sassuolo, riprendendo a gonfie vele la sua corsa al vertice della Serie A e regalandosi una sosta all'insegna della positività.
Daje Roma!