A quasi vent’anni dalla notte più amara della storia europea recente della Roma, e ...
Ci sono partite che il tempo non riesce a cancellare. Per la Roma, quella del 10 aprile 2007 all’Old Trafford è una ferita rimasta impressa nella memoria collettiva: il 7-1 contro il Manchester United, una notte in cui ogni certezza evaporò sotto i colpi di Cristiano Ronaldo, Rooney e compagni. Amantino Mancini era in campo e visse da protagonista, suo malgrado, una delle pagine più dolorose della storia europea giallorossa. A distanza di quasi vent’anni, e nel giorno del rematch in Champions League, l’ex calciatore giallorosso ripercorre per Fanpage.it quella serata, tra ricordi, amarezza e consapevolezza. Ma in vista del nuovo confronto tra le due squadre guarda anche al presente: "La Roma di oggi gioca un calcio migliore rispetto allo United".
Qual è stata la prima cosa che Amantino Mancini ha pensato quando l’urna ha messo il Manchester United di fronte alla Roma all’Old Trafford?
Affrontare il Manchester a quell’epoca era molto difficile ma era un grande onore perché aveva una grande squadra e dei giocatori molto forti. Rooney, Scholes, Cristiano Ronaldo, Giggs… erano fortissimi. Poi giocare all’Old Trafford non era facile, ma in Champions League era sempre così, perché il livello è sempre stato altissimo. Fu una bella esperienza, che fa parte della mia carriera.
Il momento delle due squadre è completamente diverso rispetto a vent’anni fa: pensa che la Roma possa uscire vittoriosa dall’Old Trafford?
Rispetto a vent’anni fa entrambe le squadre sono diverse. La Roma di oggi gioca un calcio migliore rispetto allo United e può andare all’Old Trafford per portare a casa una vittoria. In questo momento la squadra di Gasperini sta meglio e deve dimostrarlo anche su un campo così importante, per acquisire ancora più consapevolezza e fiducia.
Riavvolgiamo il nastro. Prima di tornare a quella sera, mi piacerebbe sapere come avevate preparato la partita del 10 aprile 2007. Dopo il 2-1 dell’Olimpico si respirava un’aria di grande euforia a Roma. Quando siete saliti sull’aereo per Manchester, che atmosfera c’era nello spogliatoio?
Dopo la vittoria per 2-1 si respirava un’aria di fiducia. Eravamo in un bel momento e stavamo vivendo una stagione meravigliosa. Poi stavamo andando a casa di una delle squadre migliori del mondo ed era una soddisfazione enorme. Si respirava una bella atmosfera, quella delle partite importanti, insomma.